Triste mondo

mercoledì 25 maggio 2011 di Giangiacomo 3 commenti
Ciao unodicinque (o Seneca, come ti firmavi quando ti ho letto la prima volta).
Stento a credere che tu non ce l'abbia fatta.
Troppo giovane per andartene.
Mi mancherà tanto l'arguzia dei tuoi commenti e mi sarebbe piaciuto un sacco conoscerti.
in

L'infedele e i diari del duce

mercoledì 2 marzo 2011 di Giangiacomo 3 commenti

Mi era già capitato di notarlo, ma questa volta mi ha dato appena più fastidio!
Parlo della pubblicità talvolta non in tema con l'ambito in cui viene proposta.
Per fare un esempio, vi è mai capitato di vedere lo spot di un film violento (o anche di "Porta a porta"...) mandato in onda all'interno di un programma per bambini?
Lunedì scorso ho visto per la prima volta L'infedele su LA7. Ovviamente richiamato dalla presenza di Andrea Camilleri che, purtroppo, è stato in studio solo con un'interessante ma preconfezionata intervista.
Peccato però, mi aspettavo di vederlo fare a pezzettini quel simpaticone di borghezio (minuscolo non per errore!).
Ciò che mi ha veramente irritato è stato però vedere che ogni interruzione pubblicitaria iniziava sistematicamente con uno spot di belpietro e feltri sui diari del duce pubblicati da libero (idem c.s. per tutte le maiuscole)...
Permettendomi di nutrire alcuni dubbi sulla reale provenienza di tali diari, penso anche di potermi indignare solo per il fatto che materiale di questo tipo possa, oggi, arrivare in edicola.
E pensando al duce e alle leggi razziali da lui promanate, mi chiedo se il buon Gad Lerner non si sia trovato in imbarazzo.
Sempre che sia venuto a conoscenza di questa casualità...

Viva l'Italia

venerdì 18 febbraio 2011 di Giangiacomo 2 commenti

Non guardo Sanremo. Credo di averlo visto l'ultima volta quando avevo ancora i pantaloni corti.
Infatti, nonostante tutto, il festival è ancora più vecchio di me...
Però ieri l'ho registrato apposta e oggi ho appena finito di guardare Roberto Benigni.
Grande, grande, grande: mille volte grande!
Ho ancora i brividi e non posso nasconderlo.
Uno spettacolo senza eguali: il giusto di satira per lo più "facciale", il giusto di sfotto' per qualche politico.
E poi uno smisurato e memorabile amore per la nostra Nazione.
Ci voleva! Ci voleva, in un ormai infinito momento di divisioni e sopraffazioni e inutili rivalse e becera ignavia.
Una lezione per chi, come tanti, non conosce la nostra storia.
Un ripasso per chi, come tanti altri, ha pensato fosse meglio dimenticare la nostra storia.
Un momento che, secondo me, andrebbe fatto vivere già dalle scuole elementari.
Grazie Roberto, e viva l'Italia!

Riaccendiamo I Care?

domenica 6 febbraio 2011 di Giangiacomo 7 commenti

Messaggio ai gestori di Kataweb: proviamo a capire cosa rallenta così tanto il blog di I Care?
Sono più che sicuro si tratti di un banalissimo problema del server o più semplicemente un link esterno irraggiungibile ma, considerando l'impegno sociale della nostra amica, credo che sarebbe utile spazzare via al più presto il minimo dubbio di "boicottaggio" a cui, comunque, mi rifiuto di pensare.

Aspettiamo fiduciosi.

Soverchiati dal lessico corrente

venerdì 21 gennaio 2011 di Giangiacomo 6 commenti
Papi, Papy o Papa?
Il lessico di queste giornate soverchia purtroppo chiunque.
Lapsus comprensibile?


(Titolo visto oggi per un breve periodo di tempo nel sito del Corriere. Quasi subito corretto in "Papa: istituzioni...")

Bottarisàli!

lunedì 10 gennaio 2011 di Giangiacomo 3 commenti
In siciliano botta ri sali (letteralmente "colpo di sale") ha almeno un paio di significati.
Il primo, ormai un po' transeunto, deriva dall'usare la locuzione come un'esclamazione.
Infatti "Botta ri sali, sbattivu e mi struppiavu!" significa "accidenti, ho sbattuto e mi sono fatto male!".

L'altro significato, decisamente appena più crudo, deriva dall'augurare al prossimo un malanno fulminante. Se ne deduce quindi che, chi abbia avuto un improvviso e letale malessere, sia stato colto da una fulminante botta ri sali.
Sembra che l'origine del termine sia da riferire all'antica usanza di ricoprire le salme di sale per permetterne un lungo trasporto.

In realtà non se ne fa uso con cattiveria e ormai l'espressione va considerata alla stessa stregua di un vaffa rivolto a terzi. Per esempio "botta ri sali a iddu!" potrebbe tranquillamente significare "accidenti a lui!".

Perché tutto ciò, direte voi?
Perché, leggendo questo articolo, non ho potuto fare a meno di esclamare:

ma, bottarisàli a iddu no?!?

Ciò che mi secca, però, è il fatto che un po' di cattiveria m'è affiorata...