L'infedele e i diari del duce

mercoledì 2 marzo 2011 di Giangiacomo

Mi era già capitato di notarlo, ma questa volta mi ha dato appena più fastidio!
Parlo della pubblicità talvolta non in tema con l'ambito in cui viene proposta.
Per fare un esempio, vi è mai capitato di vedere lo spot di un film violento (o anche di "Porta a porta"...) mandato in onda all'interno di un programma per bambini?
Lunedì scorso ho visto per la prima volta L'infedele su LA7. Ovviamente richiamato dalla presenza di Andrea Camilleri che, purtroppo, è stato in studio solo con un'interessante ma preconfezionata intervista.
Peccato però, mi aspettavo di vederlo fare a pezzettini quel simpaticone di borghezio (minuscolo non per errore!).
Ciò che mi ha veramente irritato è stato però vedere che ogni interruzione pubblicitaria iniziava sistematicamente con uno spot di belpietro e feltri sui diari del duce pubblicati da libero (idem c.s. per tutte le maiuscole)...
Permettendomi di nutrire alcuni dubbi sulla reale provenienza di tali diari, penso anche di potermi indignare solo per il fatto che materiale di questo tipo possa, oggi, arrivare in edicola.
E pensando al duce e alle leggi razziali da lui promanate, mi chiedo se il buon Gad Lerner non si sia trovato in imbarazzo.
Sempre che sia venuto a conoscenza di questa casualità...
  1. Quella gente fa della menzogna (e i diari di Mussolini sono notoriamente un falso storico, tal quale la donatio Costantini) il proprio credo. Ma al di là di questo, c'è proprio il senso della esaltazione del duce che dà fasidio, ma come "giustamente" dicono nello spot pubblicitario i due compari, anche questa volta libero (volutamente minuscolo!) farà parlare di sè: ovvero, parlate parlate qualche cosa resterà!

  2. Alla domanda su come mai i presunti diari del duce tirino tanto, ho sentito Severgnini rispondere: i casi sono due, o i lettori de Il Giornale e Libero amano molto la storia o sono molto fascisti. Speriamo che sia la prima ipotesi :-))

  3. a prescindere che siano veri o falsi, il mito di un dittatore che ha sulla coscienza Matteotti, Gramsci e qualche centinaio di migliaia di italiani andrebbe smantellato una volta per tutte. E fesserie clamorose come "l'uomo che ha portato l'Italia nella modernità" sono oscenità che non si possono sentire in televisione, anche se sono nella pubblicità di un'iniziativa editoriale di due mentecatti come feltri e belpietro

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