Insisto: figli miei, lasciate questo Paese

mercoledì 2 dicembre 2009 di Giangiacomo
Ho visto su Repubblica le reazioni alla lettera di Celli e continuo ad avere parecchi dubbi.
Sempre per non dimenticarci che siamo italiani, anche questa volta (manca ormai solo provarlo scientificamente...) i pareri delle risposte sono contrastanti ed equamente divisi a metà tra favorevoli e contrari. C'è chi, come me, si è trovato perfettamente d'accordo con le argomentazioni della lettera e chi, invece, proprio per nulla. Ma ho notato che tra questi grande è stata l'acredine verso la dimensione pubblica dell'autore e che consistente è stato l'attacco verso i favorevoli nei confronti delle sue tematiche, peraltro apostrofati come colpevoli dello sfacelo in cui versano le speranze dei giovani.
Ma, cercando di spiegarmi in cosa si potessero concretizzare le mie colpe e le mie mancanze, non trovo via d'uscita e mi sfugge quest'aspetto della situazione.
E' una colpa l'aver sempre lavorato per guadagnarsi da vivere? Oppure è una colpa aver sempre pagato tutte le tasse, fino all'ultimo centesimo, da bravo lavoratore dipendente? O lo è stato il cercare di mantenere un atteggiamento positivo nei confronto degli altri, cercando sempre di capire le ragioni delle persone? O ancora, è una colpa l'aver cresciuto i figli nel rispetto del prossimo, tanto da pensare di aver esagerato nel vederli corretti fino al punto di non essere capaci di alzare la voce?
Sono mie (e di quelli come me) le colpe di questo sfacelo?
Non voglio auto assolvermi perchè sicuramente qualche colpa reale l'avrò.
Ma pure sforzandomi di cercarla non riesco a trovarla, così come non riesco a trovare un motivo, un comportamento che avrei potuto o dovuto mettere in pratica per dare il mio contributo per una nazione "eticamente" migliore.
Penso a quest'aspetto dall'altro ieri e ci penso con fastidio (e anche un grande senso di colpa).
E, evitando di buttare tutto in politica, non so perchè...
  1. Non abbiamo votato "abbastanza", non siamo riusciti ad eleggere i rappresentanti giusti in Parlamento, quelli che avrebbero saputo far pulizia di tutti questi intrallazzatori? Forse è questa, la colpa che abbiamo? Non riesco a trovarne altre, davvero. Anche perchè - a dirla tutta - non credo affatto che i politici che non sono stati eletti avrebbero davvero avuto qualche interesse a fare quella tale pulizia, tutti sono sempre molto più interessati alla coltivazione del proprio angusto orticello. E a lottizzare il più possibile, una volta raggiunto un po' di potere in un qualche ambito.

  2. @pensierini
    Grazie, vedo che hai colto nel segno...
    Il tuo commento potrebbe stare perfettamente tra le virgole dell'ultima frase del post!
    Parlare di politica, nonostante proprio quell'ultimo riferimento, è ciò che ho preferito evitare. Anche se, alla fine, credo sia la causa di questo e di tutti mali della nostra povera Italia.

  3. anche io sono lacerato. Anche io ho sempre pagato le tasse ed ho creduto fermamente che fosse giusto farlo, ho creduto nel diritto, nella giustizia più che nella legge, nell'uguaglianza delle opportunità, nell'etica in ogni campo. Eppure l'Italia di oggi non è quella che avrei desiderato per i miei figli e nonostante tutto non posso non sentirmi un po' colpevole per quello che vedo oggi.
    Vedi, è come per i tedeschi della seconda guerra mondiale: certo non tutti erano nazisti ma nonostante questo alla fine tutti sono in qualche modo colpevoli per non aver visto, per essersi voltati dall'altra parte, per aver lasciato che fosse.

  4. @seneca
    E' vero, talvolta ho fatto finta di non vedere, ma solo per "lasciare che fosse" un posteggio in doppia fila o una moto parcheggiata sul marciapiedi, anche se litigo sempre con i posteggiatori abusivi...
    Certo, la legalità comincia anche da questi non trascurabili comportamenti, ma purtroppo il problema non nasce dal voltarsi e fare finta di non guardare, anche se tali comportamenti "quotidiani" fanno la loro parte.
    Il dramma ormai sta nella totale assenza di etica morale, in quest'Italia in mano ai "forti" che, con il loro cattivo esempio, non fanno che sdoganare e legalizzare comportamenti anti sociali.
    Ecco che quindi, davanti alla perdita di ogni ritegno nel truffare o addirittura uccidere, un'auto in doppia fila è paragonabile al furto di un fiore dal giardino del vicino.
    E quindi chi crede nel diritto, nella giustizia (ma anche nella legge) e nell'uguaglianza delle persone non ha molte armi lecite per difendersi. E purtroppo non è attrezzato per utilizzare quelle illecite!

  5. Io vedo sempre più ultimamente, negli occhi di mio padre e di mia madre nel guardare me e i miei fratelli uno sguardo ben preciso. Un misto tra preoccupazione e, si, quasi senso di colpa. Davvero, a volte glielo vorrei urlare di stare tranquilli che davvero non può essere colpa loro. Più di quello che hanno fatto, soprattutto educativamente, non potevano fare. No, non è colpa vostra. Secondo me, nessuno poteva immaginare che si arrivasse a questo punto. E quello sguardo mi commuove e mi fa soffrire allo stesso tempo.

  6. @albetta
    Grazie per l'incoraggiamento. Però, se anche dovessimo renderci conto che non sia completamente colpa nostra, il rammarico (direi lo strazio) per non saputo preservare il mondo per i nostri figli non è cosa da poco.
    Vedi, lavoro da trent'anni e posso considerarmi, economicamente, un componente della c.d. "media borghesia" e, sempre trent'anni fa, mai avrei pensato di potermi trovare oggi a rinunciare a tante cose.
    Non era nemmeno immaginabile!
    Oltre quindi al senso di colpa, c'è anche il rammarico di non aver saputo pianificare bene il futuro. E questa, se anche inconsapevole, è un'ulteriore colpa.

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